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Chiasso
Chiasso[1]
(in
insubre
Ciass)
è
una
città
del
Canton
Ticino
con
7.891
abitanti,
vicino
al
confine
con
l'Italia
e
a
Como.
Nel
1976
i
comuni
di
Chiasso
(1970:
8.868
abitanti)
e
Pedrinate
(1970:
458
abitanti)
si
sono
fusi
in
un
solo
comune[2]
denominato
Chiasso.
È
il
più
meridionale
della
Svizzera
e
stazione
di
confine
per
l'Italia
con
scalo
di
smistamento.
L'agglomerato
urbano,
citato
per
la
prima
volta
nel
1140,
è
oggi
la
più
importante
sede
doganale
al
confine
con
l'Italia.

Chiasso,
corso
San
Gottardo
a
Chiasso
-
Galleria
Fotografica
Storia
Dagli
ultimi
decenni
dell'Ottocento
conobbe
un
notevole
sviluppo
edilizio
in
relazione
al
collegamento
alla
ferrovia
del
Gottardo,
all'insediamento
della
stazione
internazionale
e,
infine,
all'arrivo
dell'autostrada
negli
anni
sessanta
del
XX
secolo
come
risulta
dall'assetto
urbano
profondamente
segnato
dalle
vie
di
comunicazione.
Il
28
aprile
1945
una
colonna
di
circa
450
soldati
della
Wehrmacht
incalzati
dai
partigiani
e
dal
13esimo
reggimento
della
divisione
corazzata
americana
comandato
dal
maggiore
Joseph
McDivitt
furono
convinti
a
deporre
le
armi
e
arrendersi
agli
americani
dopo
la
coraggiosa
mediazione
condotta
a
Como
dal
colonnello
Mario
Martinoni
che
permise
di
salvare
vite
umane
pur
impedendo
la
violazione
del
territorio
svizzero.
Tale
condotta
fu
determinata
da
un
mandato
politico
segreto
del
Consiglio
federale
che
ufficialmente
si
guardò
bene
di
sostenere
la
legittimità
dell'operazione
in
quanto
violava
la
neutralità
della
Svizzera.
La
conseguenza
fu
che
il
colonnello
venne
esautorato
e
sanzionato
dal
suo
superiore
militare
il
comandante
del
terzo
corpo
d'armata
Herbert
Constam[3]
e
il
reggimento
di
fanteria
di
montagna
32
venne
retrocesso
nel
Luganese,
perdendo
defnitivamente
e
immeritatamente
il
suo
comandante.
Dagli
anni
cinquanta
del
Novecento
ha
assunto
il
ruolo
di
piazza
finanziaria
e
di
capoluogo
economico
del
distretto
di
Mendrisio.
Negli
ultimi
decenni
sono
sorti
nei
pressi
dello
svincolo
autostradale
numerosi
centri
commerciali
e
i
nuovi
quartieri
hanno
assorbito
buona
parte
della
campagna
circostante.
Nello
Spazio
Officina
di
Chiasso
come
una
sorta
di
Museo
della
memoria
dal
22
aprile
al
2
maggio
2010
è
allestita
una
mostra
per
ricordare
vicende
belliche
ed
eventi
emblematici
come
il
"Caso
Martinoni";
il
28
aprile
nel
65esimo
anniversario
dei
"Fatti
di
Chiasso"
il
Municipio
cittadino
rappresentato
dal
sindaco
Moreno
Colombo
e
dal
vicesindaco
Roberta
Pantani-Tettamanti,
in
una
straordinaria
manifestazione
pubblica
ufficiale,
alla
presenza
di
autorità
civili
e
militari
tra
cui
del
prefetto
di
Como
Michele
Tortora,
il
console
generale
di
Svizzera
a
Milano
David
Vogelsanger,
il
consigliere
di
Stato
Luigi
Pedrazzini,
il
colonnello
McDivitt,
del
dottor
Jürg
Stüssi-Lauterburg,
storico
e
direttore
della
Biblioteca
Nazionale
Svizzera
di
Berna,
ha
espresso
finalmente,
anche
a
nome
del
consigliere
federale
Ueli
Maurer,
capo
del
Dipartimento
federale
della
difesa,
della
protezione
della
popolazione
e
dello
sport,
il
dovuto
debito
di
riconoscenza
verso
un
ufficiale
che
ha
saputo
risparmiare
alla
cittadinanza
gli
orrori
della
guerra,
grazie
alle
sue
doti
umane
e
diplomatiche
oltreché
militari.
Politica
comunale
Retto
da
un
Municipio
di
5
membri:
2
del
Partito
liberale
radicale
(PLRT);
1
Unione
di
sinistra
(US-I
Verdi);
1
Partito
popolare
democratico
(PPD)[4]
e
1
Lega-Unione
democratica
di
centro
(UDC).
Il
Consiglio
comunale
per
la
legislazione
2008-2012
è
composto
di
45
membri
(18
PLRT;
10
US-I
Verdi;
8
PPD
e
9
Lega-UDC-Indipendenti).
Nel
1975
ha
incorporato
il
Comune
di
Pedrinate
con
la
frazione
di
Seseglio.
Nel
novembre
del
2007
è
stata
bocciata
la
proposta
di
fusione
coi
Comuni
di
Morbio
Inferiore[5]
e
Vacallo,
posta
in
votazione
consultiva.
Amministrazione
comunale
Sindaco:
Moreno
Colombo
(PLRT)
dal
20/04/2008
http://www.morenocolombo.ch
Centralino
del
comune:
091
6950811
Posta
elettronica:
municipio@chiasso.ch
Personalità
I
diversi
membri
della
famiglia
Chiesa[6]
I
membri
della
famiglia
Bossi[7]
Baldassarre
Fontana[8],
celebre
stuccatore,
scultore
ed
architetto,
attivo
in
Polonia,
Moravia
e
in
patria.
Mario
Martinoni,
colonnello
dell'Esercito
svizzero,
comandante
dell'unità
Ticino
Sud
(3000
uomini);
il
28
aprile
1945
negoziò
a
Como
la
resa
di
una
colonna
armata
tedesca,
evitando
alla
cittadina
gli
orrori
della
guerra.
Edilizia
religiosa
La
Chiesa
di
San
Vitale.
La
Chiesa-Oratorio
della
Madonna
di
Fatima.
L'Oratorio
di
Sant'Anna
a
Boffalora,
è
un
modesto
edificio
eretto
nel
1951
da
Amedeo
Bezzola;
l'aula
rettangolare
in
muratura
a
vista
con
portico
antistante0
e
campanile
a
vela.
All'interno
sulla
parete
dell'altare:
olio
su
tela
con
Sant'Anna
e
Maria
Bambina
di
Pietro
Verzetti
e
pitture
murali
con
Dio
Padre
e
angeli
oranti.
In
Via
Interlenghi
il
Cimitero
costruito
dal
1905
al
1912
da
P.
Besozzi
e
R.
Chiesa,
si
compone
di
un
tempio
centrale
eclettico
affiancato
da
corpi
porticati
con
le
cappelle
private
a
volte
decorate,
della
casa
del
custode
e
della
camera
mortuaria;
ampliato
a
più
riprese.
Qui
sono
presenti
notevoli
monumenti
funebri,
tra
cui
la
scultura
del
1850
circa
con
l'Angelo
della
Resurrezione
di
Vincenzo
Vela
nella
cappella
della
famiglia
di
Costantino
Bernasconi,
le
opere
di
Antonio
Soldini
per
le
cappelle
Valsangiacomo
degli
anni
1881-1887
circa
e
Pedroni
del
1889,
e
il
monumento
ai
caduti
della
colonia
italiana
di
Chiasso,
opera
di
Fiorenzo
Abbondio[9]
del
1923.
Edilizia
civile
In
Piazza
Bernasconi
n.
1
il
Municipio
è
un
edificio
classicheggiante
dalla
volumetria
compatta
realizzato
da
Demetrio
Tarchini
negli
anni
1892-1893;
originariamente
ospitava
anche
le
scuole.
Al
n.
6
il
Municipio
vecchio
(stabile
amministrativo),
è
un
sobrio
neoclassico
eretto
da
Luigi
Fontana[10]
negli
anni
1850-1851,
sopraelevato
da
Isidoro
Spinelli
negli
anni
1885-1886.
In
via
Dunant
1
il
Palazzo
Molteni
è
un
ampio
stabile
residenziale
e
commerciale,
eretto
in
due
tappe
da
Roberto
Chiesa
dal
1905
al
1907.
Al
n.
2
l'ex
Asilo
infantile
(ora
sede
della
polizia
comunale)
è
una
costruzione
tardoneoclassica
realizzata
da
D.
Tarchini
negli
anni
1895-1896
su
incarico
del
Comune
e
di
associazioni
volontarie;
l'impostazione
planimetrica
è
ad
U
con
cortile
interno
definito
da
due
bassi
ali
laterali.
In
Via
Livio
14
il
Palazzo
Corecco,
progettato
nel
1906
da
Giuseppe
Angelo
Savi,
presenta
elementi
neorinascimantali.
In
Largo
Francesco
Chiesa
la
Stazione
ferroviaria
presenta
l'attuale
aspetto
da
ricondurre
alle
trasformazioni
e
alla
nuova
facciata
ultimate
nel
1932
da
Arnoldo
Ziegler,
basate
sul
concorso
del
1926.
Nell'atrio
stanno
interessanti
opere
d'arte:
l'affresco
con
l'Emigrante
di
Pietro
Chiesa[11]
(1876-1959)
del
1933
e
il
gruppo
scultoreo
con
l'Italia
e
la
Svizzera
eseguito
nel
1932
da
Margherita
Osswald
Toppi
(1897-1971).
In
Via
Motta
6
l'ex
Hotel
Felix
(Palazzo
Züst
&
Bachmeier)
è
un
edificio
con
tetto
a
mansarda,
ringhiere
in
ferro
battuto
e
opulente
decorazioni
liberty,
realizzato
da
Carlo
Brambilla
per
i
fratelli
Felix
nel
1907,
e
in
seguito
acquistato
dalla
casa
di
spedizioni
Züst
&
Bachmeier.
In
Corso
San
Gottardo,
arteria
principale
di
attraversamento
lungo
cui
si
aprono
le
piazze
cittadine
ai
nn.
10-12
il
Palazzo
Molteni
presenta
una
volumetria
compatta
con
dettagli
eclettici
e
liberty
realizzato
da
Paolo
Besozzi
per
il
commerciante
Luigi
Molteni.
Al
n.
25
il
Palazzo
City,
stabile
amministrativo
e
commerciale
con
facciate
a
struttura
brise-soleil,
edificato
a
Otto
Glaus
negli
anni
1959-1960,
risanato
e
ristrutturato
da
Tita
Carloni[12]
nel
1992.
Al
n.
22
il
Palazzo
Camponovo,
edificio
eclettico
progettato
da
Adolfo
Brunel
per
E.
Camponovo
nel
1921.
Al
n.
24
il
Palazzo
Pedroni,
progettato
da
Gianfranco
Butti
nel
1932,
è
un
edificio
residenziale
commerciale
in
stile
Novecento
reca
nell'atrio
una
decorazione
a
motivi
geometrici
di
Carlo
Basilico.
Al
n.
26
la
Torretta
Pedroli
ha
una
facciata
con
una
pregevole
decorazione
a
graffito
eseguita
da
C.
Basilico
per
il
fotografo
Gino
Pedroli
nel
1932.
In
Via
Indipendenza
1
il
Palazzo
Chiesa,
complesso
comprendente
l'Albergo
Touring,
uffici
e
appartamenti
realizzato
in
due
fasi,
negli
anni
1936-1937
e
1939
da
Americo
Marazzi[13]
per
Pietro
Chiesa,
commerciante
che
contribuì
notevolmente
allo
sviluppo
edilizio
della
cittadina
negli
anni
venti
e
trenta
del
XX
secolo.
L'imponente
costruzione
richiama
il
monumentalismo
fascista;
la
torre
angolare
è
coronata
dalla
statua
bronzea
dell'Elvezia
di
F.
Abbondio,
autore
anche
dei
quattro
rilievi
del
1940
applicati
sulla
facciata,
raffiguranti
un
soldato,
un
operaio,
San
Nicolao
della
Flüe
e
Guglielmo
Tell.
Al
n.
2
il
Palazzo
Lovati,
prima
quinta
edilizia
della
piazza,
è
un
edificio
su
pianta
a
U
e
facciata
tripartita
da
lesene,
sorse
nel
1892
adopera
di
Italo
Zanolini
su
incarico
della
famiglia
Lovati.
In
Via
Volta
1
il
nuovo
Palazzo
Lovati,
imponente
costruzione
caratterizzata
da
un
alto
zoccolo
a
bugnato
rustico
e
dalla
scansione
di
finestre
binate,
eretta
da
Ignazio
Cremonini
per
l'imprenditore
Francesco
Lovati
negli
anni
1905-1907.
Un
semplice
corpo
a
tre
piani
funge
da
raccordo
con
il
primo
palazzo
Lovati.
In
Via
Bossi
il
Palazzo
Agustoni
(ora
Palazzo
Liver)
edificio
con
cadenze
compositive
liberty
progettato
nel
1909
da
P.
Besozzi
per
Carlo
Agustoni.
Al
n.
34
il
Palazzo
progettato
da
Roberto
Chiesa
per
Egidio
Bernasconi
nel
1906,
mostra
facciate
ritmate
da
paraste
con
mascheroni
e
motivi
vegetali.
In
Via
vela
la
Croce
verde
è
un
edificio
realizzato
negli
anni
1920-1921
da
Robert
von
Krannichfeldt
su
incarico
di
Pietro
e
Luisita
Chiesa
che
lo
donarono
al
Comune;
la
facciata
riccamente
articolata
ha
un
balcone
balustrato.
Al
n.7
Le
Scuole
comunali
(Centro
professionale
commerciale)
è
un
imponente
volume
caratterizzato
dal
sopralzo
del
corpo
centrale
e
da
decorazioni
in
pietra
artificiale,
edificato
da
A.
Brunel
negli
anni
1905-1907,
poi
ampliato
sul
retro.
In
Via
Simen
9
la
Scuola
dell'infanzia
realizzata
da
Flora
Ruchat-Roncati
(nata
nel
1937)
negli
anni
1963-1964
con
struttura
in
cemento
armato
con
tamponamenti
in
mattoni
intonacati
è
chiusa
su
Via
Simen
e
si
apre
verso
un
prato.
In
Via
Galli
6
la
Casa
d'appartamenti
Rosolaccio,
costruita
da
Peppo
Brivio[14]
(nato
nel
1923)
negli
anni
1958-1960,
presenta
una
struttura
in
calcestruzzo
armato
e
tamponamenti
in
mattoni.
Al
n.
19
il
Villino
presenta
elaborate
decorazioni
pittoriche
di
Erico
Cavadini
del
1933
circa.
In
Via
Alighieri
5
il
Cinema
Teatro
costruito
negli
anni
1935-1936
da
A.
Marazzi
per
la
società
anonima
Nuovo
Cinema-Teatro;
la
facciata
principale,
dalle
forme
auliche
e
monumentali
derivate
da
un
linguaggio
classico
semplificato,
segnala
la
destinazione
teatrale;
al
mondo
cinematografico
allude
invece
la
fronte
posteriore,
una
sorte
di
enorme
cartellone
pubblicitario
dipinto
da
C.
Basilico,
autore
anche
della
decorazione
interna
con
accostamenti
cromatici
vivaci.
La
struttura
è
composta
da
una
platea
rettangolare,
una
balconata
con
bracci
prolungati
verso
il
palco,
sbocchi
laterali
e
accessi
dall'atrio.
Restauri
negli
anni
2000-2001.
In
Via
Fontana
1
il
Villino
Sala
realizzato
da
G.A.
Salvi
nel
1902
diffonde
precocemente
gli
stilemi
liberty
nel
Canton
Ticino.
In
Via
ai
Crotti
12
la
Villa
padronale
e
dipendenze
con
decorazione
a
graffito
delle
facciate,
del
1936,
che
si
distingue
sia
per
la
straordinaria
ricchezza
dei
motivi
decorativi
con
inserti
paesaggistici
e
soggetti
acquatici,
sia
per
la
qualità
esecutiva.
In
Via
Dante
Alighieri
6
il
Max
Museum[15]
costruito
nel
2005
è
un
significativo
esempio
d'architettura
contemporanea
ideata
dagli
architetti
Pia
Durisch
ed
Aldo
Nolli,
la
cui
gestione
non
è
stata
priva
di
difficoltà
finanziarie;
è
intitolato
all'artista
Max
Huber[16]
grafico
editoriale
e
pittore
astratto.
Dal
6
ottobre
2009
presso
il
Museo
nazionale
del
San
Gottardo
è
allestita
una
mostra
mobile
sulla
vita
e
sui
principali
lavori
del
celebre
grafico
svizzero.
Nei
pressi,
da
una
vecchia
rimessa
di
riparazione
di
autobus
è
stata
ricavata
un'ampia
superficie
espositiva
chiamata
Spazio
Officina.
Frazioni
Pedrinate
Sul
versante
meridionale
del
Monte
Penz
si
trova
la
frazione
di
Pedrinate,
la
località
più
meridionale
dell'intera
Svizzera,
praticamente
confinante
a
ovest,
sud
ed
est
con
l'Italia,
da
lì
si
può
salire
tramite
una
breve
carrareccia
all'Oratorio
di
Santo
Stefano
risalente
al
XVI
secolo,
nelle
sue
vicinanze
un
piccolo
balcone
panoramico
guarda
verso
la
piana
di
Chiasso,
le
montagne
del
basso
Ticino
e
la
Valle
di
Muggio.
La
chiesa
parrocchiale
di
Santa
Croce
La
chiesetta-oratorio
di
Santo
Stefano
al
Colle.
Seseglio
La
chiesa
di
Santa
Teresa
è
un
sobrio
edificio
in
mattoni
del
1929,
ispirato
a
modelli
medievali,
presenta
una
facciata
a
capanna
con
protiro;
sul
lato
est
si
erge
il
campanile.
Restauri
nel
1951.
All'interno
la
navata
unica
termina
in
un
coro
semicircolare.
I
dipinti
murali
coevi
furono
ripresi
nel
1951
quando
fu
rifatta
la
decorazione
absidale
con
il
Sacro
Cuore
di
Gesù.
L'arredo
liturgico
è
nuovo.
Sport
La
squadra
di
calcio
milita
nella
Challenge
League
come
FC
Chiasso.
La
società
nacque
il
16
ottobre
1905
nel
Grotto
del
Carlino
da
un
gruppo
di
amici.
Nel
1909
partecipò
all'Associazione
Svizzera
di
Football
(ASF)
ma
nel
1914,
per
la
scarsa
attività
calcistica
in
Ticino,
si
iscrive
alla
Federazione
Italiana
Gioco
Calcio
(FIGC)
per
partecipare
alla
Serie
A
italiana.
Ritornò
nell'ASF
solo
nel
1923
e
venne
promossa
nella
serie
maggiore
già
nel
1927
per
starvi
quattro
stagioni.
Il
periodo
glorioso
è
nel
1948,
quando
venne
promossa
di
nuovo
nella
serie
maggiore
dove
rimase
fino
al
1960/1961.
Si
classificò
2ª
nel
1950/1951,
3ª
nella
stagione
seguente
e
vide
i
suoi
giocatori
vestire
più
volte
la
maglia
della
Nazionale
Svizzera.
Nel
1967
è
stato
fondato
il
Curling
Club
Chiasso
che
attualmente
ha
una
cinquantina
di
soci,
di
cui
almeno
la
metà
attivi.
Hockey
Club
Chiasso
Dal
2006
presso
le
strutture
del
Tennis
Club
di
Seseglio,
la
città
ospita
un
torneo
tennistico
facente
parte
del
calendario
internazionale
Atp,
sebbene
a
livello
minore.
È
presentato
come
"Challenger
dell'Insubria"
e
viene
disputato
nel
mese
di
aprile.
Nonostante
sia
un
torneo
di
recente
fondazione,
gode
di
ottime
prospettive
ed
è
diventato
uno
degli
appuntamenti
sportivi
più
rilevanti
della
città.
Bibliografia
Giuseppe
Martinola
(a
cura
di),
Invito
al
Mendrisiotto,
Lions
Club
del
Mendrisiotto,
Bellinzona
1965,
23-28.
Idem,
Inventario
d'Arte
del
Mendrisiotto,
I,
Edizioni
dello
Stato,
Bellinzona
1975,
162-168.
Bernhard
Anderes,
Guida
d'Arte
della
Svizzera
Italiana,
Edizioni
Trelingue,
Porza-Lugano
1980,
371-372.
AA.VV.,
Guida
d'arte
della
Svizzera
italiana,
Edizioni
Casagrande,
Bellinzona
2007,
464-469.
Giuseppe
L.
Beeler,
In
grigioverde
agli
ordini
del
Col
Martinoni,
in
Rivista
Militare,
numero
2,
aprile
2010,
3-5.
Alessandro
Zanoli,
Chiasso,
scene
dalla
guerra,
in
Azione,
settimanale
della
Cooperativa
Migros
Ticinese,
19
aprile
2010,
5.
Chiara
Gerosa,
Quando
il
col
Martinoni
salvò
Chiasso
dalla
guerra,
in
Giornale
del
Popolo
del
24
aprile
2010,
6.
Vigilio
Massarotti,
Una
vita
in
grigioverde.
Dal
caduceo
alle
spighe,
Edizioni
Pedrazzini,
Locarno
2009.
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