PONTECHIASSOWEB 
Ponte Chiasso
Ponte Chiasso - La Storia 
Ponte Chiasso Oggi
La Circoscrizione 8 Ponte Chiasso Monte Olimpino Tavernola Sagnino - Le Origini 
La Circoscrizione 8 - I Quartieri 
Il Comune di Monte Olimpino
Monte Olimpino Oggi 
Sagnino 
Sagnino - La Storia 
Tavernola 
Tavernola - La Storia
Chiasso  
Chiasso - Galleria Fotografica
 
Alla Cava
Bignanico 
Brogeda o Brugeda
Bronno 
Camporino (oltre il Ponte Molinello)
Canova 
Ca’ Matta
Caprino (Monte Caprino -Breccia)
Cardano 
Cardina 
Carnasino 
Cascina Cerasio (Tavemola?)
Cascina Mani (Cardina-Tocia)
Cascina Mani (Cardina-Tocia)
Celesia (Bignanico)
Colombara (inizio via Cardano)
Costa di San Fermo
Duvia (tra via Cardano e inizio via per San Fermo)
Fabbrichetta 
Folcino Sopra (sulla via Pio XI)
Folcino Sotto (sulla via Pio XI)
Galbina 
Gerenzana (Tavemola)
Grumello
Interlegno (o Terlegno o Terlengo)
Mognano (sulla via Pio XI)
Moltrisio (all’inizio di via Valeria)

 

:.  

Chiasso

Chiasso[1] (in insubre Ciass) è una città del Canton Ticino con 7.891 abitanti, vicino al confine con l'Italia e a Como. Nel 1976 i comuni di Chiasso (1970: 8.868 abitanti) e Pedrinate (1970: 458 abitanti) si sono fusi in un solo comune[2] denominato Chiasso.

È il più meridionale della Svizzera e stazione di confine per l'Italia con scalo di smistamento. L'agglomerato urbano, citato per la prima volta nel 1140, è oggi la più importante sede doganale al confine con l'Italia.


Chiasso, corso San Gottardo a Chiasso - Galleria Fotografica

Storia
Dagli ultimi decenni dell'Ottocento conobbe un notevole sviluppo edilizio in relazione al collegamento alla ferrovia del Gottardo, all'insediamento della stazione internazionale e, infine, all'arrivo dell'autostrada negli anni sessanta del XX secolo come risulta dall'assetto urbano profondamente segnato dalle vie di comunicazione.

Il 28 aprile 1945 una colonna di circa 450 soldati della Wehrmacht incalzati dai partigiani e dal 13esimo reggimento della divisione corazzata americana comandato dal maggiore Joseph McDivitt furono convinti a deporre le armi e arrendersi agli americani dopo la coraggiosa mediazione condotta a Como dal colonnello Mario Martinoni che permise di salvare vite umane pur impedendo la violazione del territorio svizzero. Tale condotta fu determinata da un mandato politico segreto del Consiglio federale che ufficialmente si guardò bene di sostenere la legittimità dell'operazione in quanto violava la neutralità della Svizzera. La conseguenza fu che il colonnello venne esautorato e sanzionato dal suo superiore militare il comandante del terzo corpo d'armata Herbert Constam[3] e il reggimento di fanteria di montagna 32 venne retrocesso nel Luganese, perdendo defnitivamente e immeritatamente il suo comandante.

Dagli anni cinquanta del Novecento ha assunto il ruolo di piazza finanziaria e di capoluogo economico del distretto di Mendrisio. Negli ultimi decenni sono sorti nei pressi dello svincolo autostradale numerosi centri commerciali e i nuovi quartieri hanno assorbito buona parte della campagna circostante.

Nello Spazio Officina di Chiasso come una sorta di Museo della memoria dal 22 aprile al 2 maggio 2010 è allestita una mostra per ricordare vicende belliche ed eventi emblematici come il "Caso Martinoni"; il 28 aprile nel 65esimo anniversario dei "Fatti di Chiasso" il Municipio cittadino rappresentato dal sindaco Moreno Colombo e dal vicesindaco Roberta Pantani-Tettamanti, in una straordinaria manifestazione pubblica ufficiale, alla presenza di autorità civili e militari tra cui del prefetto di Como Michele Tortora, il console generale di Svizzera a Milano David Vogelsanger, il consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, il colonnello McDivitt, del dottor Jürg Stüssi-Lauterburg, storico e direttore della Biblioteca Nazionale Svizzera di Berna, ha espresso finalmente, anche a nome del consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, il dovuto debito di riconoscenza verso un ufficiale che ha saputo risparmiare alla cittadinanza gli orrori della guerra, grazie alle sue doti umane e diplomatiche oltreché militari.


Politica comunale
Retto da un Municipio di 5 membri: 2 del Partito liberale radicale (PLRT); 1 Unione di sinistra (US-I Verdi); 1 Partito popolare democratico (PPD)[4] e 1 Lega-Unione democratica di centro (UDC). Il Consiglio comunale per la legislazione 2008-2012 è composto di 45 membri (18 PLRT; 10 US-I Verdi; 8 PPD e 9 Lega-UDC-Indipendenti).

Nel 1975 ha incorporato il Comune di Pedrinate con la frazione di Seseglio. Nel novembre del 2007 è stata bocciata la proposta di fusione coi Comuni di Morbio Inferiore[5] e Vacallo, posta in votazione consultiva.


Amministrazione comunale
Sindaco: Moreno Colombo (PLRT) dal 20/04/2008 http://www.morenocolombo.ch
Centralino del comune: 091 6950811
Posta elettronica: municipio@chiasso.ch


Personalità
I diversi membri della famiglia Chiesa[6] 
I membri della famiglia Bossi[7] 
Baldassarre Fontana[8], celebre stuccatore, scultore ed architetto, attivo in Polonia, Moravia e in patria. 
Mario Martinoni, colonnello dell'Esercito svizzero, comandante dell'unità Ticino Sud (3000 uomini); il 28 aprile 1945 negoziò a Como la resa di una colonna armata tedesca, evitando alla cittadina gli orrori della guerra. 


Edilizia religiosa
La Chiesa di San Vitale. 
La Chiesa-Oratorio della Madonna di Fatima. 
L'Oratorio di Sant'Anna a Boffalora, è un modesto edificio eretto nel 1951 da Amedeo Bezzola; l'aula rettangolare in muratura a vista con portico antistante0 e campanile a vela. All'interno sulla parete dell'altare: olio su tela con Sant'Anna e Maria Bambina di Pietro Verzetti e pitture murali con Dio Padre e angeli oranti. 
In Via Interlenghi il Cimitero costruito dal 1905 al 1912 da P. Besozzi e R. Chiesa, si compone di un tempio centrale eclettico affiancato da corpi porticati con le cappelle private a volte decorate, della casa del custode e della camera mortuaria; ampliato a più riprese. Qui sono presenti notevoli monumenti funebri, tra cui la scultura del 1850 circa con l'Angelo della Resurrezione di Vincenzo Vela nella cappella della famiglia di Costantino Bernasconi, le opere di Antonio Soldini per le cappelle Valsangiacomo degli anni 1881-1887 circa e Pedroni del 1889, e il monumento ai caduti della colonia italiana di Chiasso, opera di Fiorenzo Abbondio[9] del 1923. 


Edilizia civile 
In Piazza Bernasconi n. 1 il Municipio è un edificio classicheggiante dalla volumetria compatta realizzato da Demetrio Tarchini negli anni 1892-1893; originariamente ospitava anche le scuole. 
Al n. 6 il Municipio vecchio (stabile amministrativo), è un sobrio neoclassico eretto da Luigi Fontana[10] negli anni 1850-1851, sopraelevato da Isidoro Spinelli negli anni 1885-1886. 
In via Dunant 1 il Palazzo Molteni è un ampio stabile residenziale e commerciale, eretto in due tappe da Roberto Chiesa dal 1905 al 1907. Al n. 2 l'ex Asilo infantile (ora sede della polizia comunale) è una costruzione tardoneoclassica realizzata da D. Tarchini negli anni 1895-1896 su incarico del Comune e di associazioni volontarie; l'impostazione planimetrica è ad U con cortile interno definito da due bassi ali laterali. 

In Via Livio 14 il Palazzo Corecco, progettato nel 1906 da Giuseppe Angelo Savi, presenta elementi neorinascimantali. 
In Largo Francesco Chiesa la Stazione ferroviaria presenta l'attuale aspetto da ricondurre alle trasformazioni e alla nuova facciata ultimate nel 1932 da Arnoldo Ziegler, basate sul concorso del 1926. Nell'atrio stanno interessanti opere d'arte: l'affresco con l'Emigrante di Pietro Chiesa[11] (1876-1959) del 1933 e il gruppo scultoreo con l'Italia e la Svizzera eseguito nel 1932 da Margherita Osswald Toppi (1897-1971). 

In Via Motta 6 l'ex Hotel Felix (Palazzo Züst & Bachmeier) è un edificio con tetto a mansarda, ringhiere in ferro battuto e opulente decorazioni liberty, realizzato da Carlo Brambilla per i fratelli Felix nel 1907, e in seguito acquistato dalla casa di spedizioni Züst & Bachmeier. 
In Corso San Gottardo, arteria principale di attraversamento lungo cui si aprono le piazze cittadine ai nn. 10-12 il Palazzo Molteni presenta una volumetria compatta con dettagli eclettici e liberty realizzato da Paolo Besozzi per il commerciante Luigi Molteni. 

Al n. 25 il Palazzo City, stabile amministrativo e commerciale con facciate a struttura brise-soleil, edificato a Otto Glaus negli anni 1959-1960, risanato e ristrutturato da Tita Carloni[12] nel 1992. 
Al n. 22 il Palazzo Camponovo, edificio eclettico progettato da Adolfo Brunel per E. Camponovo nel 1921. Al n. 24 il Palazzo Pedroni, progettato da Gianfranco Butti nel 1932, è un edificio residenziale commerciale in stile Novecento reca nell'atrio una decorazione a motivi geometrici di Carlo Basilico. 
Al n. 26 la Torretta Pedroli ha una facciata con una pregevole decorazione a graffito eseguita da C. Basilico per il fotografo Gino Pedroli nel 1932. 
In Via Indipendenza 1 il Palazzo Chiesa, complesso comprendente l'Albergo Touring, uffici e appartamenti realizzato in due fasi, negli anni 1936-1937 e 1939 da Americo Marazzi[13] per Pietro Chiesa, commerciante che contribuì notevolmente allo sviluppo edilizio della cittadina negli anni venti e trenta del XX secolo. L'imponente costruzione richiama il monumentalismo fascista; la torre angolare è coronata dalla statua bronzea dell'Elvezia di F. Abbondio, autore anche dei quattro rilievi del 1940 applicati sulla facciata, raffiguranti un soldato, un operaio, San Nicolao della Flüe e Guglielmo Tell. 

Al n. 2 il Palazzo Lovati, prima quinta edilizia della piazza, è un edificio su pianta a U e facciata tripartita da lesene, sorse nel 1892 adopera di Italo Zanolini su incarico della famiglia Lovati. 
In Via Volta 1 il nuovo Palazzo Lovati, imponente costruzione caratterizzata da un alto zoccolo a bugnato rustico e dalla scansione di finestre binate, eretta da Ignazio Cremonini per l'imprenditore Francesco Lovati negli anni 1905-1907. Un semplice corpo a tre piani funge da raccordo con il primo palazzo Lovati. 
In Via Bossi il Palazzo Agustoni (ora Palazzo Liver) edificio con cadenze compositive liberty progettato nel 1909 da P. Besozzi per Carlo Agustoni. 
Al n. 34 il Palazzo progettato da Roberto Chiesa per Egidio Bernasconi nel 1906, mostra facciate ritmate da paraste con mascheroni e motivi vegetali. 
In Via vela la Croce verde è un edificio realizzato negli anni 1920-1921 da Robert von Krannichfeldt su incarico di Pietro e Luisita Chiesa che lo donarono al Comune; la facciata riccamente articolata ha un balcone balustrato. 

Al n.7 Le Scuole comunali (Centro professionale commerciale) è un imponente volume caratterizzato dal sopralzo del corpo centrale e da decorazioni in pietra artificiale, edificato da A. Brunel negli anni 1905-1907, poi ampliato sul retro. 
In Via Simen 9 la Scuola dell'infanzia realizzata da Flora Ruchat-Roncati (nata nel 1937) negli anni 1963-1964 con struttura in cemento armato con tamponamenti in mattoni intonacati è chiusa su Via Simen e si apre verso un prato. 
In Via Galli 6 la Casa d'appartamenti Rosolaccio, costruita da Peppo Brivio[14] (nato nel 1923) negli anni 1958-1960, presenta una struttura in calcestruzzo armato e tamponamenti in mattoni. 
Al n. 19 il Villino presenta elaborate decorazioni pittoriche di Erico Cavadini del 1933 circa. 
In Via Alighieri 5 il Cinema Teatro costruito negli anni 1935-1936 da A. Marazzi per la società anonima Nuovo Cinema-Teatro; la facciata principale, dalle forme auliche e monumentali derivate da un linguaggio classico semplificato, segnala la destinazione teatrale; al mondo cinematografico allude invece la fronte posteriore, una sorte di enorme cartellone pubblicitario dipinto da C. Basilico, autore anche della decorazione interna con accostamenti cromatici vivaci. La struttura è composta da una platea rettangolare, una balconata con bracci prolungati verso il palco, sbocchi laterali e accessi dall'atrio. Restauri negli anni 2000-2001. 

In Via Fontana 1 il Villino Sala realizzato da G.A. Salvi nel 1902 diffonde precocemente gli stilemi liberty nel Canton Ticino. 
In Via ai Crotti 12 la Villa padronale e dipendenze con decorazione a graffito delle facciate, del 1936, che si distingue sia per la straordinaria ricchezza dei motivi decorativi con inserti paesaggistici e soggetti acquatici, sia per la qualità esecutiva. 

In Via Dante Alighieri 6 il Max Museum[15] costruito nel 2005 è un significativo esempio d'architettura contemporanea ideata dagli architetti Pia Durisch ed Aldo Nolli, la cui gestione non è stata priva di difficoltà finanziarie; è intitolato all'artista Max Huber[16] grafico editoriale e pittore astratto. Dal 6 ottobre 2009 presso il Museo nazionale del San Gottardo è allestita una mostra mobile sulla vita e sui principali lavori del celebre grafico svizzero. 
Nei pressi, da una vecchia rimessa di riparazione di autobus è stata ricavata un'ampia superficie espositiva chiamata Spazio Officina. 


Frazioni
Pedrinate
Sul versante meridionale del Monte Penz si trova la frazione di Pedrinate, la località più meridionale dell'intera Svizzera, praticamente confinante a ovest, sud ed est con l'Italia, da lì si può salire tramite una breve carrareccia all'Oratorio di Santo Stefano risalente al XVI secolo, nelle sue vicinanze un piccolo balcone panoramico guarda verso la piana di Chiasso, le montagne del basso Ticino e la Valle di Muggio.
La chiesa parrocchiale di Santa Croce 
La chiesetta-oratorio di Santo Stefano al Colle. 

Seseglio
La chiesa di Santa Teresa è un sobrio edificio in mattoni del 1929, ispirato a modelli medievali, presenta una facciata a capanna con protiro; sul lato est si erge il campanile. Restauri nel 1951. All'interno la navata unica termina in un coro semicircolare. I dipinti murali coevi furono ripresi nel 1951 quando fu rifatta la decorazione absidale con il Sacro Cuore di Gesù. L'arredo liturgico è nuovo. 


Sport
La squadra di calcio milita nella Challenge League come FC Chiasso. La società nacque il 16 ottobre 1905 nel Grotto del Carlino da un gruppo di amici. Nel 1909 partecipò all'Associazione Svizzera di Football (ASF) ma nel 1914, per la scarsa attività calcistica in Ticino, si iscrive alla Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) per partecipare alla Serie A italiana.

Ritornò nell'ASF solo nel 1923 e venne promossa nella serie maggiore già nel 1927 per starvi quattro stagioni. Il periodo glorioso è nel 1948, quando venne promossa di nuovo nella serie maggiore dove rimase fino al 1960/1961. Si classificò 2ª nel 1950/1951, 3ª nella stagione seguente e vide i suoi giocatori vestire più volte la maglia della Nazionale Svizzera.

Nel 1967 è stato fondato il Curling Club Chiasso che attualmente ha una cinquantina di soci, di cui almeno la metà attivi.

Hockey Club Chiasso 
Dal 2006 presso le strutture del Tennis Club di Seseglio, la città ospita un torneo tennistico facente parte del calendario internazionale Atp, sebbene a livello minore. È presentato come "Challenger dell'Insubria" e viene disputato nel mese di aprile. Nonostante sia un torneo di recente fondazione, gode di ottime prospettive ed è diventato uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti della città.


Bibliografia
Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 23-28. 
Idem, Inventario d'Arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 162-168. 
Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 371-372. 
AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 464-469. 
Giuseppe L. Beeler, In grigioverde agli ordini del Col Martinoni, in Rivista Militare, numero 2, aprile 2010, 3-5. 
Alessandro Zanoli, Chiasso, scene dalla guerra, in Azione, settimanale della Cooperativa Migros Ticinese, 19 aprile 2010, 5. 
Chiara Gerosa, Quando il col Martinoni salvò Chiasso dalla guerra, in Giornale del Popolo del 24 aprile 2010, 6. 
Vigilio Massarotti, Una vita in grigioverde. Dal caduceo alle spighe, Edizioni Pedrazzini, Locarno 2009. 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
2011-2016 ©opyright