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Tavernola
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La
Storia
La
Circoscrizione
8
>
Tavernola
Il
quartiere
ha
un'origine
rurale
ed
è
sorto
intorno
a
vecchie
corti
agricole
(Gerenzana;
Polano
-
da
pullus
=
terreno
molle;
Musso;
Folcino
-
da
fulcin
=
falcetto;
Mognano,
da
moja
=
a
mollo;
Vignascia).
Il
centro
"religioso"
si
collocava
un
tempo
sul
colle,
in
località
S.Bartolomeo
nelle
Vigne.
Quest'ultima
frazione
nel
Cinquecento
era
chiamata
San
Bartolomeo
delle
Selve
e
cambiò
nome
a
seguito
della
trasformazione
agricola
del
borgo
e
dell'introduzione
delle
vigne
che
davano
un'uva
dalla
quale
veniva
ricavato
un
bianchetto
paragonabile
al
più
rinomato
Cavallasca.
Il
territorio,
racchiuso
tra
la
riva
del
lago
e
le
colline,
apparteneva
nel
MedioEvo
al
Corpo
Santo
di
San
Salvatore.
Nel
XIX
secolo
alcune
famiglie
della
nobiltà
e
della
borghesia
milanese
e
comasca
hanno
fatto
costruire
case
di
villeggiatura:
sono
cosi
sorte
villa
Gonzales,
villa
Sforni,
villa
Bignami
e
villa
Bellingardi.

Il
nuovo
ponte
sul
Breggia,
costruito
nel
1812
quando
fu
collegata
la
strada
a
lago,
che
allora
arrivava
fino
a
Grumello,
con
la
villa
D’Este,
in
un
dipinto
della
pittrice
inglese
Marianne
Colston,
che
lo
disegnò
nel
1820
e
che
venne
pubblicato
a
Londra
nel
1823
Lungo
l'asse
che
congiunge
la
riva
del
lago
alla
sommità
del
colle,
si
è
sviluppato
all'inizio
di
questo
secolo
il
borgo
di
Tavernola
e,
negli
anni
trenta,
è
stata
tracciata
una
strada,
via
Conciliazione,
a
ricordo
dei
Patti
Lateranensi.
Verso
nord
il
torrente
Breggia
definisce
i
confini
con
Cernobbio
al
quale
si
accede
attraverso
un
ponte
costruito
nel
1926
in
sostituzione
del
vecchio
ponte
Regina
Teodolinda,
spazzato
via
da
un
violento
nubifragio
che
il
7
agosto
del
1912
aveva
devastato
l'intera
valle
del
Breggia
e
gran
parte
del
territorio
di
Cernobbio
e
di
quello
di
Maslianico.
Tavernola,
dopo
avere
fatto
parte
delle
Vicinanze
della
città
di
Como,
nel
1818
è
stata
incorporata
al
comune
di
Monte
Olimpino
fino
al
1884,
anno
in
cui
Como
si
riprese
i
territori
comunali.

Il
vecchio
tram
sulla
via
Regina
che
collegava
Cernobbio
a
Como
Da
Tavernola
passava
l'antica
strada
romana
diretta
a
nord
e
che
più
tardi,
secondo
una
leggenda
ripristinata
e
allargata
per
ordine
della
regina
Teodolinda.
Poco
prima
del
ponte,
una
piccola
osteria
o
una
tabernula
(taverna,
da
cui
probabilmente
il
nome
del
quartiere)
era
punto
di
sosta
dei
viaggiatori
per
il
cambio
dei
cavalli.
Qui
correva
il
confine
che
segnava
il
limite
delle
acque
della
città.
E'
presso
questa
località
che
nel
1119
fu
combattuta
una
battaglia
tra
comaschi
e
isolani,
questi
ultimi
alleati
dei
milanesi.
Gli
uomini
dell'Isola
tentavano
di
conquistare
di
sorpresa
la
fortezza
di
Vico
per
poi
dilagare
senza
più
incontrare
ostacoli,
verso
il
cuore
di
Como.
I
comaschi,
nascosti
tra
i
fitti
canneti
che
arrivavano
fin
sulla
riva
del
lago,
tesero
un'imboscata
ai
nemici
e
ne
uscirono
vincitori.

Pescatori
alla
foce
del
Breggia
in
una
foto
di
inizio
secolo
Lungo
il
Breggia,
verso
Maslianico,
si
potevano
fino
al
secolo
scorso
incontrare
parecchi
mulini
dai
quali
usciva
gran
parte
della
farina
utilizzata
dai
panettieri
della
città.
Dal
dopoguerra
i
vecchi
mulini
hanno
lasciato
il
posto
agli
insediamenti
industriali
accompagnati
da
insediamenti
residenziali.
Le
attività
agricole
sono
scomparse,
insieme
alle
loro
risorse
(uva,
olive,
frutteti,
appezzamenti
orticoli)
ed
anche
la
foce
del
Breggia,
rinomata
per
la
pesca
(il
conte
Giovanbattista
Giovio
nei
suoi
scritti
aveva
presentato
la
riva
di
Tavernola,
e
le
acque
del
Breggia,
come
luoghi
dove
era
possibile
pescare
le
migliori
trote
del
lago),
è
andata
incontro
ad
un
progressivo
degrado
ambientale.
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